{"id":229,"date":"2020-03-24T09:36:14","date_gmt":"2020-03-24T08:36:14","guid":{"rendered":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/?p=229"},"modified":"2020-03-24T09:36:19","modified_gmt":"2020-03-24T08:36:19","slug":"mnemoscopio-di-emilio-vavarella-uninstallazione-darte-pubblica-di-irene-angenica-atpdiary","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/2020\/03\/24\/mnemoscopio-di-emilio-vavarella-uninstallazione-darte-pubblica-di-irene-angenica-atpdiary\/","title":{"rendered":"MNEMOSCOPIO di Emilio Vavarella: un\u2019installazione d\u2019arte pubblica di Irene Angenica | ATPdiary"},"content":{"rendered":"<p> <strong>Emilio Vavarella<\/strong>\u00a0\u00e8 un artista interdisciplinare e un ricercatore. Sin dall\u2019inizio della sua formazione (IUAV di Venezia e Laurea Triennale al DAMS \u2013 Universit\u00e0 di Bologna) ha avviato progetti di ricerca e formazione in importanti centri esteri come la Bezalel Academy of Arts and Design di Tel Aviv e la Bilgi University di Istanbul.\u00a0 Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca in Film and Visual Studies and Critical Media Practice presso l\u2019Universit\u00e0 di Harvard. Attraverso l\u2019uso delle nuove tecnologie, Vavarella indaga temi sociali e introspettivi dell\u2019uomo moderno, questionando e analizzando al tempo stesso il funzionamento delle tecnologie stesse, spesso usate per la realizzazione delle sue opere.<br>Il rapporto tra uomo e tecnologia \u00e8 centrale nella sua pratica cos\u00ec come l\u2019interesse per il tema della memoria collettiva e individuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ha inizio con&nbsp;<strong>THE SICILIAN FAMILY&nbsp;<\/strong>(2012-2013), considerata da Vavarella come la sua prima opera: un\u2019installazione fotografica composta da 44 elaborazioni digitali ricavate da alcune foto d\u2019epoca della sua famiglia. Attraverso una serie di conversioni di queste immagini in programma di scrittura, l\u2019artista aggiunge narrazioni personali. L\u2019artista inserisce la propria voce all\u2019interno di un passato che non ha vissuto, ma che al contempo lo riguarda. Viaggia nel tempo, come in un film di fantascienza dalla trama fitta di storie e affetti familiari, in cui riesce ad alterare non solo l\u2019immagine, ma la memoria stessa.<br>Nello stesso anno inizia a lavorare a&nbsp;<strong>MEMORYSCAPES<\/strong>: un\u2019installazione multimediale di dimensioni variabili sviluppata dall\u2019artista tra il 2013 e il 2016. Il tema indagato \u00e8 quello della memoria collettiva dei migranti italiani e in particolare dei flussi migratori che legano la citt\u00e0 di Venezia a quella di New York. Attraverso la raccolta di interviste, storie, ricordi e l\u2019uso di strumenti digitali, Vavarella \u00e8 riuscito a creare un vero e proprio archivio di memoria creando una \u201caudio-cartografia\u201d olografica e frammentata di Venezia. A continuazione avvia&nbsp;<strong>MNEMOGRAFO<\/strong>, un progetto realizzato nel 2016 in occasione della mostra&nbsp;<em>Memoria<\/em>&nbsp;che ha avuto luogo a Villa Manin (Friuli-Venezia-Giulia) per commemorare il tragico terremoto che ha colpito questa regione nel 1976. L\u2019opera consiste in un sismografo modificato, ma si differenzia da esso per la funzione rivolta a fondere ricordi collettivi e personali. Attraverso l\u2019uso di nuove tecnologie come l\u2019hardware Arduino, il collegamento in rete e alcuni bot di Google, l\u2019artista fa riaffiorare memorie collettive sul tragico avvenimento.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/atpdiary.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/the-sicilian-family-installation3-copia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-89622\"\/><figcaption>Emilio Vavarella,&nbsp;<em>The Sicilian Family<\/em>, 2012-2013. Sublimation print on aluminum. 44 elements. X:310cm; Y:97cm overall<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/atpdiary.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/mnemodrone-5-copia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-89623\"\/><figcaption>Emilio Vavarella, MNEMODRONE, 2014-in progress. Mixed media, multiple locations.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/atpdiary.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/mnemodrone-HD-copia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-89624\"\/><figcaption>Emilio Vavarella, MNEMODRONE, 2014-in progress. Mixed media, multiple locations.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In continuit\u00e0 con questi progetti possiamo guardare&nbsp;<strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/\" target=\"_blank\">MNEMOSCOPIO<\/a><\/strong>, installazione d\u2019arte pubblica curata e prodotta da&nbsp;<strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.ramdom.net\/\" target=\"_blank\">Ramdom<\/a>&nbsp;<\/strong>con il sostegno del&nbsp;<strong>MiBACT<\/strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>SIAE<\/strong>, nell\u2019ambito del programma&nbsp;<strong>\u201cPer Chi Crea \u2013 Nuove opere\u201d<\/strong>, dedicato alla creazione di opere inedite. Il progetto nasce da una riflessione sull\u2019area geografica&nbsp; in cui \u00e8 stata prodotta e creata, il Capo di Leuca.<\/p>\n\n\n\n<p>Lastation, sede di Ramdom e luogo in cui l\u2019artista ha svolto un periodo di residenza quest\u2019inverno, \u00e8 uno spazio al primo piano della stazione di Gagliano \u2013 Leuca: da qui il gioco di parole \u201cLast- station\u201d, l\u2019ultima stazione. Questo luogo, da cui gli abitati partivano con la speranza di trovare condizioni di vita migliori, \u00e8 stato il punto iniziale di ispirazione e avvio della ricerca di Vavarella.<br>Il lavoro non indaga solo le figure di chi ha lasciato quel luogo, piuttosto di coloro che dopo averlo lasciato hanno scelto di farvi ritorno. Creando nuovamente un dialogo tra memoria collettiva e tecnologia, l\u2019artista realizza una cartografia di ricordi legati al territorio pugliese dove il passato e il presente sono legati in maniera indissolubile, in una sorta di cortocircuito temporale. Da una particolarit\u00e0 dell\u2019area, ovvero Punta Ristola \u2013 il punto pi\u00f9 estremo della Puglia, l\u2019ultimo lembo di terra della regione e del tacco d\u2019Italia \u2013 indaga le peculiarit\u00e0 storiche e geografiche analizzando l\u2019importanza della storia sociale di quel luogo: il tema della migrazione e dell\u2019immigrazione, in un\u2019epoca in cui il popolo italiano sembra aver dimenticato il proprio passato.<br>L\u2019artista parte anche da una riflessione sulla propria condizione di migrante, da nativo del sud che vive e lavora all\u2019estero e che ritorna per svolgere questo progetto di ricerca e produzione artistica.<br>Grazie al supporto costante dell\u2019associazione Ramdom, Vavarella \u00e8 riuscito a integrarsi nel territorio e prendere contatto con gente del luogo che in passato si \u00e8 trovata nella condizione di cercare fortuna altrove e che, una volta raggiunta una stabilit\u00e0 economica ha deciso di fare ritorno in terra natia. Ha svolto una ricerca da antropologo sul campo, vivendo nella comunit\u00e0, studiandola&nbsp; e avviando delle interviste alle persone individuate da Ramdom che si sono rese disponibili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/atpdiary.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/MEMORYSCAPES-premio-fabbri-copia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-89618\"\/><figcaption>Emilio Vavarella, MEMORYSCAPES, 2013-2016. Multimedia installation composed of the following elements: one holographic map of Venice, X:60 Y:120cm; 7-channels immersive audio installation, twenty-four digital studies hanged on a wall rack, X:45 Y:60cm each, one artist book. Variable dimensions.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/atpdiary.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/MEMORYSCAPES-premio-fabbri-inst_memoryscapes_12-copia-640x427.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-89619\"\/><figcaption>Emilio Vavarella, MEMORYSCAPES, 2013-2016. Multimedia installation composed of the following elements: one holographic map of Venice, X:60 Y:120cm; 7-channels immersive audio installation, twenty-four digital studies hanged on a wall rack, X:45 Y:60cm each, one artist book. Variable dimensions.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/atpdiary.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/MEMORYSCAPES-premio-fabbri.jpg-m13-copia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-89620\"\/><figcaption>Emilio Vavarella, MEMORYSCAPES, 2013-2016. Multimedia installation composed of the following elements: one holographic map of Venice, X:60 Y:120cm; 7-channels immersive audio installation, twenty-four digital studies hanged on a wall rack, X:45 Y:60cm each, one artist book. Variable dimensions.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Le domande poste erano di varia natura, alcune tecniche, riguardanti le mete nazionali raggiunte, altre scavavano pi\u00f9 nell\u2019intimo della memoria personale, chiedendo emozioni e sensazioni di quei luoghi ed esperienze. L\u2019alternarsi dell\u2019aspetto oggettivo a quello soggettivo ha portato l\u2019artista a raccogliere dati sufficienti da creare un archivio di memoria storica del luogo.<br>Sulla base delle interviste ha quindi costruito delle mappe usando database online e rilevazioni satellitari, per poi creare un modello tridimensionale dei luoghi narrati. Lo scopo di questo processo \u00e8 quello di creare un viaggio virtuale, senza rendere i posti raccontati immediatamente riconoscibili per il fruitore, ma lasciando l\u2019intuizione di attraversare il render di uno spazio urbano. Anche l\u2019audio svolge un ruolo importante: l\u2019idea dell\u2019artista \u00e8 quella di creare un soundscape con estratti delle interviste che possa accompagnare il pubblico nel viaggio virtuale.<br>L\u2019esperienza porta a un cortocircuito tra il luogo della realt\u00e0 virtuale esperita dentro il visore e la realt\u00e0 paesaggistica che lo circonda.<br>Attraverso l\u2019uso di una fotocamera a 360\u00b0 l\u2019artista propone immagini che possiamo fruire attraverso un visore dall\u2019estetica raft che ci permette l\u2019immersione totale in questa esperienza.<br>Il pubblico si immerge in uno spazio recandosi in una location segnalata da una piattaforma posta in un punto specifico del territorio, ed \u00e8 cos\u00ec che Vavarella riesce a creare un\u2019opera d\u2019arte pubblica virtuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Vavarella usa la tecnologia per capire cos\u2019\u00e8 e come funziona la nostra memoria, per scoprire qualcosa di intimo e inconscio e che impatto ha su di noi.<br>Allora viene spontaneo chiedersi e chiedere all\u2019artista, perch\u00e9 la memoria \u00e8 un tema a lui cos\u00ec caro:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSto gi\u00e0 lavorando a&nbsp; un nuovo progetto su questo stesso argomento, ma per ora meglio non svelare di pi\u00f9. The sicilian family, forse era ancora il lascito psicologico di un inizio\u2026<\/em><br><em>Le mie memorie sono immagini, io produco immagini anche quando si tratta di installazioni, di film o esperienze artistiche. Vedo il mondo interiore come una sorta di galleria fotografica, quindi indago la memoria come ricerca di immagini interiori, sfuggenti. E si incastra in maniera molto coerente con la mia produzione in cui si alterna spesso il polo della soggettivit\u00e0 con quello dell\u2019oggettivit\u00e0 in una sorta di dialogo costante. Tutti i miei progetti hanno questa polarit\u00e0, questa tensione, tra aspetto tecnologico e surrealt\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emilio Vavarella\u00a0\u00e8 un artista interdisciplinare e un ricercatore. Sin dall\u2019inizio della sua formazione (IUAV di Venezia e Laurea Triennale al DAMS \u2013 Universit\u00e0 di Bologna) ha avviato progetti di ricerca e formazione in importanti centri esteri come la Bezalel Academy of Arts and Design di Tel Aviv e la Bilgi University di Istanbul.\u00a0 Attualmente sta &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/2020\/03\/24\/mnemoscopio-di-emilio-vavarella-uninstallazione-darte-pubblica-di-irene-angenica-atpdiary\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;MNEMOSCOPIO di Emilio Vavarella: un\u2019installazione d\u2019arte pubblica di Irene Angenica | ATPdiary&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":230,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/229"}],"collection":[{"href":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=229"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/229\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":231,"href":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/229\/revisions\/231"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/230"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=229"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=229"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mnemoscopio.ramdom.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=229"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}